lezioni di mammita'

Scongiurare bronchiti e bronchioliti

14 Commenti 13 Novembre 2012

manina di dado, gennaio 2012

sospiro di sollievo, ne siamo usciti anche questa volta.

a gennaio di quest’anno, dado aveva poco più di un mese e probabilmente a causa di virus portati dal fratellone scolarizzato o dai ritmi che era costretto a sostenere non propriamente da neonato (ogni giorno veniva con me avanti e indietro per riprendere momo dall’asilo tra mezzi pubblici, auto, fascia, navetta in auto… insomma…) si ammalò. iniziò ad avere il naso tappato e poi a tossire. febbre. corsa dal pediatra.

dado era a rischio bronchiolite come molti bimbi piccolissimi che avevo ad esempio attorno a me in quel periodo e che furono anche ricoverati in ospedale. solo l’idea mi terrorizzava. essere costretti a lasciare il proprio neonato in ospedale è una di quelle torture a cui molte madri purtroppo sono sottoposte e che credo si faccia davvero fatica a superare. non ci voglio neanche pensare.

e poi significa sottoporre il bambino a cure antibiotiche che ovviamente abbassano ulteriormente le naturali difese immunitarie e rendono ancor più rischioso il periodo successivo alla guarigione (considerato anche che dado sarebbe continuato ad essere esposto per via del fratello).

gennaio fu un mese veramente buio in questa mia seconda maternità. avevo dovuto rimettere mani sul libro, mia madre non poteva esserci sempre e dado si ammala. tutto questo non indugiando sull’aspetto più pesante psicologicamente: momo. ma di lui vi parlerò in separata sede.

insomma questa avventura mi ha insegnato qualcosa e ve la voglio raccontare.

quando andai dal pediatra mi raccontò che in un tempo lontano, quando la pediatria era una branca della medicina più rispettosa del corpo e della vita perché trattava la purezza infantile, le bronchiti si curavano senza medicine.

l’aspetto fondamentale della faccenda è che i muchi infetti non ristagnino nelle vie aeree. i neonati stando molto distesi, non sapendosi soffiare il naso e avendo difficoltà a espellere eventuali rigurgiti di catarro perché spesso la tosse li manda nel panico, sono ovviamente più soggetti a questo ristagno. quello che possiamo fare prima di arrivare a situazioni acute che necessitano la terapia antibiotica (che quando ce vo’, ce vo’) è aiutare il bambino a espellere i muchi.

ambienti umidi. in inverno siamo terrorizzate dal freddo, col risultato che le nostre case sono iper-riscaldate e quindi oltre ad essere covo di batteri che prolificano grazie al teporino, sono anche ambienti molto secchi che non aiutano il discioglimento dei muchi. un buon acquisto (che io invece avevo snobbato) può essere un umidificatore da accendere ogni tanto durante giorno e notte nella camera dove è situato il bambino. un’altra pratica può essere fargli respirare vapori, se li accetta, con la macchinetta dell’areosol in cui mettere solo della soluzione fisiologica. mentre un’imprescindibile accortezza deve essere mettete i contenitori d’acqua sui caloriferi.

manovra per espellere i muchi. quello che ho fatto io in quei giorni dell’apocalisse è stato rimanere chiusa in bagno ore e ore, giorno e notte, con il rubinetto della doccia aperto a intermittenza con acqua bollente. il nostro bagno, essendo piccolo, diventava immediatamente un ambiente tipo sauna. mettevo il bambino prono disteso sulle mie gambe e con la testa leggermente inclinata verso il basso. gli davo ripetutamente piccole pacche sulla schiena all’altezza dei bronchi e in questo modo espelleva muco e catarro… gli usciva proprio dalla bocca e dalle narici naturalemnte. quando si stancava, lo coprivo (attenzione perché la differenza termica col resto della casa diventa notevole, quindi dentro bisogna spogliarsi e coprirsi quando si esce) e tornavamo all’aria “normale”. a volte ci si addormentava, a volte lo allattavo e poi ricominciavamo con le pacchette.

lavaggi nasali. utilizzare la soluzione fisiologica per inumidire i dotti nasali e poi pian pianino risucchiare il muco è una pratica che non tutti i bambini accettano di buon grado (i miei ovviamente si sono sempre opposti strenuamente), ma se fatta con delicatezza è ottima per la causa e soprattutto agevola la respirazione dei neonati che non respirano con la bocca e quindi per un semplice raffreddore possono spaventarsi moltissimo perché si vedono impedita una funzione vitale quale la respirazione.

il bagnetto. non è vero che i bimbi non si possono lavare/immergere quando sono malati o raffreddati. il pericolo sta negli sbalzi di temeperature, nelle correnti d’aria e quindi negli eventuali colpi di freddo. se utilizziamo un po’ di buon senso i bagnetti possono giovare molto in queste circostanze. il bagnetto crea subito un ambiente umido, la permanenza in acqua rilassa i muscoli del bambino (che probabilmente ha accumulato ansia e nervosismo per i vari malesseri e il sonno disturbato) e lo bendispone alle “espulsioni”. infine è un passatempo e una distrazione nelle infinite giornate di malattia di un neonato e del genitore che se ne occupa.

arieggiare la casa. questo dovrebbe valere sempre, ma soprattutto se in casa c’é qualche portatore di germi che vi respira. arieggiare gli ambienti e procurare un’aria più fresca in casa è molto più proficuo del tenere i riscaldamenti accesi tutto il giorno e l’aria viziata.

arrivo con questo post perché, appunto, siamo appena usciti da un’altra emergenza di dado. per una settimana è stato veramente molto intasato, per tre giorni ha avuto la febbre, ma siamo riusciti a controllare il tutto con l’omeopatia, la tachipirina all’occorrenza e tanto, tanto vapore.

nota per le mamme. dopo le sedute di sauna in bagno, potete concedervi una bella maschera facciale: la pelle del vostro viso sarà rilassatissima e i pori dilatati e pronti ad accogliere trattamenti di bellezza… dobbiamo pur trovarlo un risvolto della medaglia, no?

 

 

I tuoi commenti

14 Commenti fin'ora

  1. nuvole ha detto:

    ohi caia che coincidenza…noi ne siamo appena usciti dopo ospedalizzazione, e ho scritto oggi sull’argomento.

    un bacio

  2. Mammola Blogspot ha detto:

    Questo è un post veramente degno di nota Caia…ricordo ancora con sgomento quando Effi aveva 14 mesi e in preda ad una polmonite si è fatto una settimana di ospedale…tremenda per me ma soprattutto per lui!!! E hai ragione, io ho sempre paura che in casa faccia fresco quando invece è proprio quel fresco che li aiuta a star bene…grazie per i tuoi preziosi consigli…ne farò tesoro!!! Un bacione

  3. Claudia ha detto:

    Anche i miei bimbi spesso sono raffreddati e per la maggior parte delle volte anche a loro bastano tachipirina, per febbri molto alte… e tante tante tante aspirazioni nasali!!!
    Un bacio e una carezzina speciale per Dado… superforte!!

    • caia coconi ha detto:

      le aspirazioni nasali pero’ le cedo volentieri al MAritoZen io proprio sono negata… mi si divincolano come bisce, quei monelli!
      ormai momo per fortuna si soffia il naso… che sollievo 😀

  4. Francesca ha detto:

    Cara Caia, abbiamo più o meno fatto la gravidanza insieme. Mi hai dato anche tanti consigli utili sul look post gravidanza attraverso Trash-chic. La mia piccola Eva ha avuto una bronchiolite, a 2 mesi. Ho iniziato così il 2012; il peggior Capodanno della mia vita. Al pomeriggio cominciava a colarle il nasino e alla sera siamo volati al pronto soccorso del Policlinico di Modena. 3 giorni di terapia intensiva in neonatologia e una settimana di isolamento in pediatria. Mi sono venuti un sacco di capelli bianchi, ma non ho perso il latte, grazie a Dio e piano piano ci siamo ripresi. La seconda botta è arrivata a maggio. Siamo di Mirandola, e siamo stati e siamo tutt’ora in zona rossa. Il 19, la notte prima del primo terremoto ero in Pronto soccorso con Eva che aveva una nuova bronchite. Ci hanno dimesso giusto in tempo per sentire le scosse nel nostro letto. Pensa che lei doveva pure essere battezzata quella domenica. Il Duomo non esiste più. La notte del 20 Eva aveva 40 di febbre, siamo ripartiti per un’altro ospedale, perchè quelli in zona erano inagibili e ci hanno ricoverati, praticamente tutta la famiglia perchè la casa è di fianco alla chiesa che è venuta giù. E’ da maggio che non aggiorno il mio blog, la mia vita si riduce a sgomberare casa da cose e macerie per fare spazio ai muratori, che pur ricoprendoci di debiti, ricostruiremo. A chi mi chiede come sto, dico che quel terribile rumore prima della scossa non lo dimenticherò mai più; che mi viene ancora la pelle d’oca quando passano i tir e fanno vibrare il container dove lavoro; che forse ci vorrà ancora un anno prima di rientrare in casa mia ricostruita a mie spese; che i 500 Euro di contributi che la mia famiglia ha ricevuto da maggio servono solo a farci inc… ancora di più, ma dico anche che sopporterei anche un terzo terremoto piuttosto che ritornare con mia figlia in terapia intensiva, senza poterla toccare perchè è ricoperta di tubi e flebo. Un terrore così cieco non l’avevo mai vissuto. Adesso entrambi i miei bimbi stanno benissimo, l’estate ha fatto finalmente fiorire Eva, e Diego si è ripreso dallo spavento del terremoto. Detto ciò spero che questo bruttissimo anno, iniziato nel peggiore dei modi, finisca presto, ormai manca poco! Un grosso abbraccio. LaFranz

    • caia coconi ha detto:

      cara franz
      ho ancora la pelle d’oca. ancora non riesco a mettere insieme i pensieri per scriverti qualcosa di sensato. mi hai proprio toccato il cuore.
      grazie per avermi donato questo racconto. fa capire bene cosa significa la parola “madre” e la parola “casa”.
      ti auguro davvero di poter tornare alla normalita’. ti auguro con tutto il cuore il meglio, per te e i tuoi bambini!
      un abbraccio forte
      c

  5. Francesca ha detto:

    nooooooooo ho sbagliato a scrivere Trashic. Scusa, scusa, scusa 😉

  6. Siro ha detto:

    Ciao Caia,
    innanzitutto permettimi di abbracciare Francesca, anche io sono molto toccata da questo racconto. Mi stavo giusto informando per mandare un po’ di cosine per le mamme e i bimbi di quelle zone, ho tante cose praticamente nuove che magari a qualcuno posso essere utili. Francesca, hai qualche organizzazione o associazione da indicarmi? Anche noi l’abbiamo sentito forte il terremoto di maggio (siamo di Ravenna) io entravo nel 9° mese in quel periodo e ho pensato subito cosa dev’essere stato per le mamme. Io non ho avuto nemmeno la forza di alzarmi dal letto, totalmente pietrificata dalla paura, ho messo una mano sulla pancia e con l’altra ho cercato la mano del mio compagno.
    Grazie Caia per questo post utile. Io ho la piccola costantemente raffreddata, visto che la “grande” viene a casa dal nido con il moccio verde perenne. Come si riconosce un inizio di bronchiolite?
    Il mio pediatra mi ha detto che posso anche evitare l’aspiramuco, perché aspira solo il muco già vicino all’uscita, quindi dopo il lavaggio ne rimane pochino, si richia piuttosto di dare molto fastidio al piccolo perché si sente risucchiato in fuori… (come mi sono espressa male!).
    Piuttosto mi ha consigliato l’olio gomenolato, e devo dire che mi sembra molto utile, fluidifica il muco e ha un odorino balsamico ottimo.
    Di giorno poi la tengo a dormire nell’ovetto, in una stanza umidificata così la candela fluisce in libertà…
    Ciao
    Silvia

    P.s. io ho difficoltà a visualizzare le foto che scorrono in homepage, e di conseguenza a vedere post nuovi. è un problema mio, del mio pc?

    • caia coconi ha detto:

      credo sia un problema tuo…
      ma cmq cerchero’ di controllare.
      riguardo il principio di bronchiolite non saprei riconoscerlo se non in stadio avanzato perche’ i bambini emettono una specie di sibilo respirando e comunque fanno proprio fatica a respirare e diventano prorpio cianotici.
      sarebbe meglio enl dubbio farlo visitare dal pediatra o da una guardia medica.
      grazie per l’olio, provero’ 😉

  7. Manuela ha detto:

    Ciao Cara!
    Grazie per i tuoi preziosi consigli, mio figlio un mese fa ha avuto la bronchite, ne siamo usciti bene ma ho dovuto “imbottirlo” di medicine (era un lavoro stare dietro a pastiglie, sciroppi e orari). A volte certi accorgimenti sembrano banali, altre volte abbiamo la soluzione a portata di mano ma non ne siamo consapevoli… quindi ti mando un grazie di cuore!
    Un saluto anche ai tuoi bimbi.

    Per Francesca: ho la pelle d’oca e non ho parole per commentare, risulterebbere davvero banali!


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