lezioni di mammita'

Quando arriva il secondo figlio

9 Commenti 27 marzo 2014

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Quando ero incinta di Dado, mi dilaniavo con le classiche paturnie da mamma in attesa del secondo figlio: “Momo soffrirà? Sentirà lo strappo della condivisione? Penserà di essere stato rimpiazzato? Avvertirà una sensazione di perdita? Sarà geloso? Sarà infelice?”.

Insomma, per quanto dentro me sapessi di fare un dono alla nostra famiglia, dare un’opportunità di crescita a ognuno di noi e di ricchezza per tutti, ogni tanto, quando guardavo il mio bimbo ancora tanto piccolo, mi si stringeva il cuore, perché altrettanto bene sapevo che gli avrei tolto attenzioni e tempo, questo è indiscutibile. Sapevo che gli avrei dovuto dire “aspetta” più di quanto avrei voluto, che gli avrei dovuto dire “no” più di quanto meritasse e che saremmo entrati in conflitto, proprio in virtù del rapporto intimo, intenso e simbiotico che avevamo.

Sapevo già tutto, e non sapevo niente.

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9 Commenti fin'ora

  1. elisabetta ha detto:

    giura, giuramelo che ci sono momenti puramente belli, senza stanchezza. Perchè io ora se oso tirare un respiro di sollievo me lo devo risucchiare in fretta e furia perchè succede qualcosa…e urlo sbraito imploro…e mi sento un mostro, sempre inadeguata, sempre arrabbiata. A volte penso, desidero fortemente, che svaniscano, per un momento per un minuto, per respirare e pensare e seguire il corso dei miei pensieri solo per quel momento io e io sola. Mi sembra che quell’amore totale che ho provato con Lui nel primo anno o poco più (fino a che non mi sono ritrovata incinta ), un amore che mi faceva superare tutto, che mi permetteva di non sentire fatica alcuna, che mi aveva pervaso di calma e pazienza (le mie amiche erano stupefatte dalla mia pazienza) quell’amore sembra consumato, a volte fatico a trovarne traccia. Li amo non riesco a pensare la nostra vita senza di loro, però fatico, arranco Elisabetta

    • caia coconi ha detto:

      Ciao Elisabetta
      come mi rivedo nelle tue parole!
      e nonostante tutto, ancora adesso sento quei momenti che sembrano coprire qualsiasi altra cosa.
      ci sono, e’ vero. accade tutto questo e ti sembra un tunnel senza uscita.
      mentre era online questo post ho vissuto tre settimane da incubo e ci sono ancora gli strascichi, ma devo essere onesta: ci sono tanti, tanti momenti belli, tanti momenti che mi ricaricano, tanti momenti in cui trattengo il respiro (piu’ che tirarne uno di sollievo) e mi dico: sta accadendo, ecco la famiglia che sognavo.
      e sono quelli che mi danno la forza di superare tutte le difficolta’. e perdonarmi anche un po’ della mia “mostruosita’… evidentemente non sono cosi malaccio come mamma se alla fine loro due si amano (momo e dado) e la nostra famiglia, due passi avanti e uno indietro, cresce.
      coraggio, passa, ti giuro che passa 🙂

  2. francesca m ha detto:

    Io ancora ci sono decisamente dentro 🙁 e sono passati già quasi 8 mesi; eppure ogni volta che il fratellino si evolve – ad es. le prime pappe e il seggiolone – il fratellone dimostra picchi di gelosia e di rabbia che non avrei potuto immaginare!
    Diamoci tempo …
    fra

    • caia coconi ha detto:

      8 mesi?
      francesca, dado ha due anni e tre mesi!!!
      ahahha
      anche io speravo in un periodo di transizione piu’ breve, ma a casa mia non lo e’ stato per niente.
      in maniera molto spiccia posso dire che a un anno c’e’ stato un primo giro di boa: dado camminava gia’ molto bene, quindi hanno iniziato a interagire molto e per alcuni versi a confrontarsi da pari (cosa che ha creato dei potenziali pericoli, ma li ha anche avvicinati molto).
      ma quello che ha fatto davvero la differenza e’ stato il giro di boa, intorno ai due anni quando sono cambiata io. non ho piu’ avuto paura per dado (non piu’ di quella che avessi per momo) quando interagivano. la mia apprensione adesso non pende verso il piu’ piccolo tentando di proteggerlo, ma verso entrambi. e spesso mi tappo gli occhi e li lascio scontrarsi, picchiarsi a volte. non si fanno mai male, sembrano dei leoncini che in fondo giocano. (e in genere quello che ne esce piu’ ammaccato e’ momo)
      quello che influiva molto sulla relazione mia con loro (e soprattutto con momo e la sua gelosia/rabbia/aggressivita’) e quindi sul mio umore e la mia percezione della situazione famigliare era soprattutto la “necessita’” di prendere sempre le parti del piu’ piccolo, di dover allontanare momo e di rimproverarlo piu’ di quanto onestamente meritasse.
      quando ho riconosciuto dado abbastanza forte da “cavarsela da solo” ho mollato un po’ il timone e magicamente le cose si sono un po’ sistemate.
      questo mi sembra abbia anche aiutato loro ad allearsi. (tipo organizzazione a delinquere contro l’autorita’ genitoriale :D)
      ma anche ad avere compassione uno dell’altro.
      cmq e’ tutto alla giornata…
      una cosa che col secondo e’ nettamente cambiata in me e’ il fatto che non ho piu’ questa smania di vederli crescere, evolversi e diventare “grandi” (quindi piu’ bravi e tranquilli) perche’ ho imparato col primo che il tempo vola. davvero.

  3. eli_miss ha detto:

    Leggo e prendo appunti….
    E.

  4. solitaMente ha detto:

    E’ da quando lo aspettavamo il secondo che ci facevamo queste ed altre domande :). Oggi ce ne facciamo sempre di nuove; il Piccolo Principe di casa ha 18 mesi e la Ribelle 8 anni e mezzo e nonostante la distanza temporale loro sono “vicinissimi” … ed io mi limito a guardare adorante i loro giochi ed i loro litigi! E’ così … piano piano si trovano nuovi equilibri…ma che fatica!!!!!

  5. Agnep ha detto:

    Cara Caia, da mamma di due bimbi di 33 mesi e 15 mesi, è incredibile come mi ritrovi in tutto quello che scrivi. Ti seguo da quando parlavi della stanchezza dei primi giorni e mesi di vita di tuo figlio…Anche per me è stato un uragano di emozioni contrastanti e di…stanchezza. Quello che mi piace di quello che scrivi è che si sente quanto ami i tuoi figli ma che non neghi le difficoltà, l’enorme fatica e il cambiamneto di vita che un figlio che comporta. Figurati con il secondo arrivato a 17 mesi di distanza, a sorpresa. Una baraonda, bella intensa, non facile, con tanti bei frutti da raccogliere pian piano. Grazie. Alessia

    • caia coconi ha detto:

      Ciao Alessia
      grazie del tuo commento.
      A volte quello che scriviamo viene infilato in una bottiglia e non si ha sempre la percezione di quello che provoca in chi lo legge.
      Grazie, e in bocca al lupo!
      un abbarccio


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