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Ascoltare il proprio corpo

1 Commento 02 Aprile 2013

Aprile dolce dormire, diceva la mia nonnina.
Eppure in primavera tutto rinasce, tutto si risveglia e noi, dopo la clausura forzata dell’inverno, sentiamo il bisogno di fare, uscire, recuperare il tempo perduto.

Io parto sempre dal presupposto che ascoltando i proprio bisogni, ponendo attenzione ai segnali che ci manda il nostro corpo e cercando di assecondarli, si vive meglio.
Sforzarci di “resistere”, di superare limiti, di fare di più, spesso ci fa fare di meno. Perché a un certo punto si crolla o perché quello che facciamo non rende a dovere. Oppure, talvolta, perché presi da obbiettivi fittizi scordiamo le vere priorità e ci ritroviamo, comunque, in debito di energie.

La natura non sbaglia mai e se ci dice che è tempo di dormire, dobbiamo farlo. Se ci dice che è tempo di seminare è a quello che dobbiamo dedicarci.
Del resto le giornate finalmente più lunghe, dopo il cambio dell’ora legale, ci permettono di sfruttare la luce per le attività e rintanarci in casa a riposare all’imbrunire, senza perdere la possibilità di godere del primo sole tiepido, ma senza stancarci e forzare le energie.

Come un rito di passaggio mi piace vedere aprile come un mese di purificazione, di riposo, di nuove regole e di graduale “esposizione” al sole. Lo faccio per il corpo, ma anche per la mente. E lo faccio per me, cercando di coinvolgere marito e bambini.

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1 commento

  1. Melie ha detto:

    Adoro il mese di aprile…i primi raggi di sole caldo, i germogli che sbocciano, l’aria fresca, le giornate che i allungano, raccogliere i fiori, il cambio degli armadi, i colori pastello…è un mese stupendo!


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