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Risveglio

8 Commenti 15 Settembre 2014

risveglio

C’è un momento che amo più di quando ti addormenti — che le palpebre cedono nonostante i residui di opposizione e le guance si rilassano nonostante la tensione del rifiuto — ed è quando la mattina attendo il tuo risveglio, quando la vita e l’abbandono si contendono il tuo viso e le ciglia fremono e la bocca si allunga in uno sbadiglio che profuma di notte. Divento ingorda di te e voglio riempirmi le narici del tuo pigiama e i polmoni del tuo respiro, voglio conservare sotto i palmi quel pallore che caldo prende sfumature accese, lentamente, voglio fermare ogni scricchiolio, ogni mugolio, ogni impercettibile contrazione.

Ho aperto le imposte, mi sono sdraiata accanto a te.

E poi hai socchiuso gli occhi e mi hai sorriso.

 

I tuoi commenti

8 Commenti fin'ora

  1. Marta ha detto:

    Poetica davvero!

  2. eli_miss ha detto:

    per fortuna che, prima o poi, trasformi in parola tutto ciò che ti succede! le tue parole sono un regalo!
    e.

  3. Siro ha detto:

    Ho letto questo post prima di dormire, ieri sera.
    Poi stamattina mi sono svegliata con Dalia fra le braccia, incastrate l’una nell’altra come matrioske, lo stesso tepore nei punti di contatto, con le ciglia ci accarezzavamo le guance per svegliarci col sorriso, in un rituale tutto nostro.
    E ho ripensato a questo post, l’intimità che hai così ben reso. Allora sono tornata a leggerlo. E lascio un fruscio di ciglia sulla guancia anche a te, amica mia cara.


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