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Le letture di Agosto #unavitadalettore

4 Commenti 22 Ottobre 2013

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Libri letti:

  • Giuseppina Torregrossa, Manna e miele, ferro e fuoco
  • Fifi Lapin, Cosa mi metto oggi?
  • Jeffrey Eugenides, Middelsex
  • Nick Hornby, Una vita da lettore
  • Thich Nhat Hanh, Quando bevi il tè stai bevendo nuvole
  • Keri Smith, Come diventare un esploratore del mondo

Libri acquistati:
work in progress, dal mese prossimo

Libri dei desideri (da scoprire, da rileggere, da sfogliare):

  • Tragedie greche
  • Shakespeare
  • Frank Conroy, Stop-time / Stone Reader
  • Nick Hornby, Sono tutte storie
  • Orringer, Quando ho imparato a respirare sott’acqua
  • Charlotte Moore, George e Sam
  • Cyril Connolly, I nemici dei giovano talenti
  • Tobias wolff, Quell’anno a scuola
  • Mark Salzman, True Notebooks

Ad Agosto ho trascorso molto tempo con i bambini anche da sola, senza il MaritoZen, scoprendo una cosa importante: se io resto nella penombra con loro durante il riposino del pomeriggio riescono a dormire anche tre o quattro ore, e andare comunque a letto la sera in un orario decente. La clausola è però ferrea nella sua semplicità: io devo essere dentro il letto — non accorrere al primo mugugno . Magari sveglia, cercando la giusta inclinazione del libro affinché quell’unico taglio di luce che fugge da un pertugio fortuito della persiana — molesto ma benedetto — riesca a fendere la stanza e accarezzare le parole che mi chiamano. Scoperta questa meravigliosa alchimia, chi mi ha più fermato?

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Ho aperto il mese con una lettura meravigliosa: Manna e miele, ferro e fuoco di Giuseppina Torregrossa. Di questa scrittrice avevo già letto Il conto delle minne che avevo divorato, amato, regalato e che continuo a caldeggiare quando un’amica mi chiede un consiglio estemporaneo. Poi però avevo letto L’assaggiatrice che mi aveva deluso, allontanandomi dalla voce sicula di questa autrice. Poi chissà per quali strani percorsi mi è apparso questo libro durante uno dei miei notturni vagabondaggi su Amazon e l’ho scaricato su kindle. C’è sempre tanta carnalità nelle pagine della Torregrossa, tanta femminilità che si dipana tra le righe dei suoi romanzi che raccontano donne meravigliose a tuttotondo. In Manna e miele, ferro e fuoco c’è la maternità e i suoi conflitti, l’amore coniugale e i suoi risvolti, l’istinto e la tradizione che si intrecciano nella cultura di ognuno. E poi c’è la manna, il miele, il ferro e il fuoco e le loro struggenti metafore. È la storia di Romilda, dal suo concepimento quasi mistico alla sua maturità, la storia di una donna del Sud che si china di fronte al destino e poi alza la testa e il destino lo sceglie, non senza lasciare qualche riflessione amara.

Non me ne ero accorta prima di iniziare a scrivere questa rubrica di quanti libri di moda io legga. Cosa mi metto oggi? è un libro delizioso nato dal blog Fifi Lapin e dall’estro della sua autrice che ha inventato una coniglietta modaiola molto simpatica ed eccentrica. Imperdibile nel suo genere!

Poi è arrivato finalmente il turno di tornare alla scrittura di Eugenides che ancora non riesco a decifrare precisamente. Avevo letto tempo fa La trama del matrimonio che nonostante un inizio a singhiozzi mi aveva poi totalmente preso ed affascinato.

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Con Middlesex la nausea iniziale (quella sensazione di lascio, non lascio, ma in fondo…) si è protratta molto più a lungo fino a farmi completare il libro come una diligente studentessa, ma nonostante razionalmente non potessi fare a meno di conoscere l’evoluzione dei personaggi e mettere un punto (si mette mai un punto con un libro?) non ho mai pienamente abbracciato con trasporto questo libro. Oserei dire ossessione, ma non trasporto. Per me arrivare in fondo era necessario, non avrei potuto dormire, mangiare, giocare con i bambini se non avessi fatto un passo avanti fino all’epilogo, ma allo stessto tempo non posso dire che abbia amato questa scrittura. La storia sì, affascinante e intricata, lunga mezzo secolo, ma la scrittura — accidenti — non mi ha acchiappato. Ora, Jeffrey, ti concedo l’ultima chance, leggerò Le Vergini Suicide, ma se mi fai lo stesso scherzo ti stronco, ok?

Di Una vita da lettore avevo già parlato e conto di proseguire con gli altri suoi sul genere: Shakespeare scriveva per soldi e Sono tutte storie.

Quando si sprofonda nella gioia perché si è in vacanza, si sta con i bambini, ci si rinnamora della propria vita, si legge a sazietà e si scrive anche, be’, allora, io sprofondo anche nel panico esistenziale. Quanto durerà tutta questa bellezza? E se finisse? I miei momenti di sconforto li curo leggendo Thich Nhat Hanh, cercando di praticare ciò che leggo. In Quando bevi il tè stai bevendo nuvole ricorrono temi buddisti che avevo trovato in altri suoi scritti, e come sempre mi fermo a riflettere sull’importanza della consapevolezza, la capacità di stare in ciò che si vive, senza paura. Senza rabbia e senza conflitti.

Infine ho terminato il mese con un libro molto particolare, acquistato per Momo, ma lasciato da parte in attesa del momento giusto per lui. Nel frattempo però mi sono persa nelle sue pagine illustrate. Come diventare un esploratore del mondo è una raccolta di spunti, idee, compiti ed esercizi per osservare e documentare il mondo come se lo si scoprisse per la prima volta. È un libro adatto a bambini che hanno questo sogno nel cassetto e da grandi vogliono andare in Tanzania, come il mio piccolo Momo, ma è un bello stimolo anche per chi cerca nel mondo e nel quotidiano dettagli dimenticati cui donare una storia di segni e parole.

I tuoi commenti

4 Commenti fin'ora

  1. eli_miss ha detto:

    Quanti spunti, grazie di cuore (si, certo, lo so che non scrivi questi post per me, ma per me è come un regalo poter assorbire questi suggerimenti!).
    Su Eugenides ti posso dire che, entusiasta di Middlesex, avevo letto tutto d’un fiato le vergini suicide. Che non mi è piaciuto per niente! Forse dovrei rivedere anche la mia posizione su Middlesex, e metterlo nella categoria “da rileggere”.
    Mi ispirano molto i libri di Giuseppina Torregrossa, di cui non conoscevo niente.
    Complimenti infine per la quantità di libri che leggi… Io riesco a sfruttare quasi esclusivamente il viaggio in treno che intraprendo ogni mattina per andare in ufficio (sempre se durante l’assalto alla diligenza riesco a trovare un buchetto per sedermi…) e qualche mezz’oretta prima di spegnere la luce alla sera. ultimamente però la stanchezza è “clinicamente” cronica, ma questo è un altro discorso 😉

    • caia coconi ha detto:

      grazie a te elisabetta!
      sulla torregrossa ti devo avvertire pero’ di una cosa: se da un lato mi ha catturato molto la sua scrittura e ho trovato molto suggestive delle sue immagini, ritengo sia molto impregnata di arcaico maschilismo che ogni tanto emerge in maniera urticante. nulla toglie a molte belle atmosfere e alla sua scrittura che secondo me resta affascinante, ma mi son sentita in obbligo di precisartelo perche’ quando ho parlato di questo libro e l’ho consigliato alle mie amiche del te’ letterario, mi hanno montato su una sommosa che non hai idea 😀
      e mi dicevano: proprio tuuuuu! ahhaha
      avevano ragione, ma a mia discolpa devo dire che io sono una lettrice innanzitutto “poetica” poi “politica”, quindi mi lascio molto trasportare dalla lirica e solo in un secondo momento “ragiono”.
      abbiate pazienza 😉
      sulle vergini suicide mi hai smontato… allora non gliela do l’ultima possibilita’?

  2. eli_miss ha detto:

    Certo che devi dargliela l’ultima possibilità! i miei commenti non sono mica oro colato! E poi così magari mi indurrai a mettere pure le vergini suicide nella categoria “da rileggere-merita un’altra possibilità”.
    Grazie per l’avvertimento sulla torregrossa, l’arcaico maschilismo non mi spaventa, e condivido con te lo stile di lettura “di pancia”. Al momento mi sto dedicando a Piperno, thumbs up! Hai letto qualcosa di suo?

  3. elinor ha detto:

    Grazie per aver condiviso questi spunti interessanti!
    Della Torregrossa avevo letto anche io il Conto delle minne e mi era piaciuto molto quel senso di continuità delle generazioni femminili. Poi non avevo più letto nulla di questa autrice. Mi hai molto incuriosita!
    Sempre a proposito di Sicilia, sto leggendo il primo romanzo di Elsa Morante, Menzogna e sortilegio. Forse non raggiunge le vette poetiche della Storia e dell’Isola di Arturo, ma è comunque un romanzo notevole, con una struttura narrativa molto solida e personaggi magnificamente tratteggiati.
    Di Eugenides non ho mai letto nulla, secondo te vale la pena di imbarcarsi nella lettura o è meglio dedicare il mio scarso tempo a disposizione ad altro?
    P.S. Anche io nei momenti di panico esistenziale leggo Thich Nath Hahn. Quanta profonda saggezza e quanta autodisciplina si nascondono dietro un’apparente semplicità!


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