tempo libero

Una vita da lettore, la mia #unavitadalettore

6 Commenti 26 Agosto 2013

 

Quest’estate ho letto un libro spassosissimo di Nick Hornby, Una vita da lettore. Si tratta della sequenza di articoli che fanno parte di una omonima rubrica, pubblicata sulla rivista americana Believer, nella quale l’autore recensisce i libri letti mensilmente con l’unica clausola di non citare i flop.

Per raggirare questo veto Hornby inventa perifrasi e strategie esilaranti con il risultato che, indipendentemente da trame, giudizi, titoli e autori, quello che arriva e rimane addosso è una famelica voglia di leggere. La maggior parte dei libri di cui parla non sono nella mia biblioteca e probabilmente mai ci saranno, ma l’idea mi è talmente piaciuta che ho pensato di replicarla per lasciare traccia delle mie compulsioni da lettore e aprire uno spazio sul blog per scambiare dritte e spunti.

Dopo parecchi mesi (anni) sono tornata ai miei standard di lettura, grazie anche alla mia ormai cronica insonnia dovuta probabilmente ai trascorsi al capezzale dei miei due figli intolleranti al sonno. Mi sono ritrovata con molto tempo a disposizione nel silenzio della casa e siccome ho trascorso l’estate vagando fra varie postazioni senza connessione internet non ho avuto neppure la tentazione di accendere il mac invece di aprire il libro o accendere il kindle.

Credo sia doveroso in premessa di questa rubrica parlare anche di questa mia doppia natura. Io sono cresciuta in mezzo ai libri. Diciamo che i libri mi hanno dato da mangiare visto che mio padre è stato rappresentante editoriale e grossista di scolastica. La mattina uscivo da casa con lui e trascorrevo una mezz’ora buona nel suo magazzino prima che qualcuno mi accompagnasse a scuola. Così all’uscita. Anche il pomeriggio capitava che ci passassi qualche ora e a volte stessi lì a fare i compiti tra grammatiche latine, collane di classici rilegati in rosso e blu, dizionari e quell’odore crepitante della carta stampata cui sono ormai assuefatta. D’estate aiutavo a comporre i ‘blocchetti’ dei libri delle vacanze, in periodo di consegne facevo i pacchi col nonno, parallelepipedi perfetti incartati di marrone e bianco. (La carta marrone più solida per proteggere, la bianca esternamente per rifinire).

Nata nel 1979 e divenuta lettrice in tenera età grazie al contributo di mia madre che ha sempre coltivato il valore della lettura, non potevo che conoscere i libri veri, quelli stampati su carta, rilegati e riposti su mensole e comodini.

Ma poi sono entrata nel nuovo millennio, sono diventata una donna digitale, ho iniziato a servirmi sempre più spesso della linea internet, del pc per scrivere e di tutti i rapidi servizi che la tecnologia offre. E ne sono rimasta soggiogata. Per cui quando sono apparsi i primi lettori digitali, per quanto il mio profondo snobismo mi avesse fatto alzare un sopracciglio, sono presto caduta in contraddizione e ne ho chiesto uno in una letterina a Babbo Natale. Possiedo il kindle dal quasi due anni e posso dire di averci letto non più del 20% dei libri all’attivo. Il kindle è pratico, mi permette di risparmiare un po’ economicamente (quando non ricompro anche in cartaceo un libro che mi è particolarmente piaciuto!!!) ma anche in termini di spazio. Mi permette di viaggiare leggera e avere la possibilità di leggere quasi tutto quello di cui potrei aver voglia, mi permette di sfruttare ogni momento libero, anche inaspettato, da quando la mia vita, con la maternità, ha acquisito una variabile di improvvisazione non indifferente.

Eppure una cosa non esclude l’altra. Adoro sprofondare nelle librerie e far carico di tomi intonsi o già spulciati, adoro farmi regali di cui mi dimentico fino allo squillo del portiere che mi consegna un pacchetto firmato Amazon, adoro soprattutto i libri dei bambini che scopriamo insieme, la sera, alla luce calda di Winnie the Pooh. Ma godo di una fibrillazione quasi ancestrale quando penso ad Anna Karenina e con un click cel’ho davanti a me.

Ebbene, accettatemi così: imperfetta e appassionata.

Di cosa parlerà questa rubrica? Di libri, ovviamente. Di quelli che ho letto durante il mese, di quelli che ho comprato e di quelli che ho voglia di leggere.

E perché nasce questa rubrica? Nasce perché mi piace parlare delle cose che amo, soprattutto qui sul blog, e dopo i miei figli (e il MaritoZen) ci sono senz’altro i libri. Inoltre voglio lasciare traccia delle mie letture perché mi sono resa conto che la memoria non mi assiste e spesso dimentico autori, relazioni e storie che invece mi sono care. Inoltre sono sempre a caccia di tesori nascosti e sono certa che parlando di quelli scovati da me, potrebbero arrivare spunti da chi legge e passa di qui.

Forse parlerò anche di luoghi della lettura e luoghi dei libri, saltuariamente, nella consueta modalità ad Caiam.

Utilizzerò l’hastag #unavitadalettore su Instagram (che uso più spesso) e sugli altri social network dove bazzico; se vi fa piacere aprire una conversazione con me utilizzatelo anche voi e coinvolgetemi, ne sarò felice!

Non mi resta che augurarvi buona lettura e tornare a breve con il primo post con le mie letture di Luglio e a seguire quelle di Agosto!

I tuoi commenti

6 Commenti fin'ora

  1. firmatocarla ha detto:

    bellabellabella! non vedo l’ora di leggere (!!) questa nuova rubrica!!

  2. Lisa ha detto:

    Ci piace. 🙂
    Ma su Anobii ci sei?

    • caia coconi ha detto:

      si c’ero, ci sono, ma non sono mai riuscita ad aggiornare negli ultimi anni. la mia biblioteca e’ rimasta ferma ad almeno cinque anni fa.
      tu ci sei?

  3. Siro ha detto:

    Che bello il tuo racconto e come mi ci ritrovo! Io dall’altra parte della “barricata” però. Dalla parte di mia madre sono tutti insegnanti, io ricordo già da piccolissima quando a casa arrivava il pacco dei rappresentanti con i libri tra cui mia madre doveva scegliere i testi per l’anno successivo, ricordo che li sfogliavo con lei, e che quando erano troppo vecchi e non aggiornati potevo tenerli io, ma trattandoli con cura. A tanti anni di distanza mia madre ancora conserva tutti i libri di testo che sono passati tra le sue mani.
    Ricordo anche l’emozione di me scolara, quando arrivavano i libri per l’anno scolastico che stava per cominciare, la curiosità che mi spingeva a leggere tutti i titoli, a guardare tutte le immagini, per avere un’anticipazione di ciò che avrei imparato quell’anno (e un leggero timore di non farcela).
    E la gioia dell’uscita con la mamma per comprare le penne, i quaderni, i fiocchi per il grembiule?
    Che emozione sarà vivere tutto questo da mamma fra qualche anno!
    La gioia dell’oggetto libro mi rimane. Il pacco di amazon è un’emozione bellissima, come se fosse un regalo! L’estrazione dal cartone, una rapida annusata alle pagine che si aprono a fatica, una scorsa all’indice…
    Il kindle è comodissimo, ma la pagina stampata ha l’odore dell’amore.

    • caia coconi ha detto:

      e le retate in libreria?
      sono ormai un vecchio ricordo perche’ ormai frequento solo quelle per bambini per scegliere i loro, ma comunque anche quelle abitudini so che torneranno 😉

  4. Cherry tree ha detto:

    Ahah.. sembra la storia di mia madre, le è bastata una figlia sola per diventare insonne..
    Mi ricordo che se in mezzo alla notte mi “serviva” la trovavo quasi sempre sul divano e quasi mai a letto.
    Chissà se diventerò anche io così, al momento sono sempre troppo stanca, anche per leggere.


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