lavoro

Scrivere

11 Commenti 04 Giugno 2013

Stamattina un’amica ha intercettato la mia ansia, il mio angosciato malumore e mi ha scritto questo:

«Scrivi, ti prego. Due righe sole, almeno, anche se l’animo è sconvolto e i nervi non tengono più. Ma ogni giorno. A denti stretti, magari delle cretinate senza senso, ma scrivi. Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni. Crediamo di fare cosa importante tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca. Comunque, questo è il tuo mestiere, che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte, solo questa è la porta da cui, se mai, potrai trovare scampo. Scrivi, scrivi. Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via, una riga si potrà salvare. (Forse)».

Dino Buzzati, In quel preciso momento, 26 ottobre 1957

I tuoi commenti

11 Commenti fin'ora

  1. Siro ha detto:

    :-*
    Io ce l’ho sempre lì, stampato, vicino al piccì.
    Ce l’hai Buzzati fra le tue letture? Amolo.

  2. anch’io!
    Ma che fai sabato, vieni!?!?
    Daiiiii…!

  3. Duda Tissa ha detto:

    Si, scrivi anche per me, che mi riempio l’anima delle tue splendide parole… Lo sai che non vedo l’ora di leggere un tuo romanzo, no? 😉


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