lavoro

Il tempo della scrittura

14 Commenti 07 Novembre 2012

Domani esce il mio libro in libreria.

È un po’ come uscire dall’ospedale dopo che hai partorito. Quella creatura che per qualche ora, o qualche giorno, è stata con noi in quella specie di limbo tra utero e mondo, ora si manifesta a tutti. Con quella semplicità e noncuranza del giorno dopo. Niente fuochi d’artificio, niente mazzi di fiori, né messaggi d’auguri. Esce e basta.

Ecco, pure lui, esce e basta.

Domani lo andrò a vedere, per emozionarmi in incognito, in una libreria qualsiasi, ma non accadrà un bel niente.

Questa è proprio la conseguente conclusione della parabola della scrittura. Un lavorío in sordina, un mondo sotterraneo che macina, macina, ma non è visto, né riconosciuto da nessuno. Almeno quando sei incinta hai la pancia e qualcuno pensa che stai facendo qualcosa. Invece quando stai scrivendo un libro tutti pensano che non fai un tubo. O se sanno, pensano che la stai facendo un po’ lunga. E tu non rispondi al telefono, rispondi a mail e messaggi dopo giorni e in fondo in fondo pensano “che c’avrà da fare questa che non risponde mai?”. E tu giù a giustificarti, che già devi rosicchiare il tempo agli avanzi della famiglia, figuriamoci se ti puoi permettere una mail di svago.

E poi, tutto sommato, lo pensi anche tu che avresti potuto rispondere. Tanto stai fissando il computer da due ore e hai scritto quarantasette caratteri inclusi gli spazi.

Insomma le giornate si sono succedute così, che sembrava che non riuscivo a scrivere niente, che gli altri pensavano che non stavo facendo niente e i bambini mi reclamavano e il marito giustamente diceva la sua. Finché un giorno abbiamo consegnato un malloppone di 197.327 parole.

1.235.132 caratteri inclusi gli spazi.

E ringrazio il cielo che in questa avventura avessi un’Amica accanto, una di quelle Donne con cui si può persino lavorare: stessi ritmi, stesso piglio, stessa ansia da prestazione, ma in fondo assolutamente complementari.

Quando abbiamo consegnato abbiamo tirato un sospiro di sollievo, ma niente fuochi d’artificio, niente mazzi di fiori, né promozioni, soldi, cene. Aspettiamo la revisione dell’editor, magari ci dice che fa schifo e non lo pubblicano.

Revisione, blocchi rimpallati da una correzione all’altra, fitti scambi di mail, serratissimi confronti. Ok, andiamo in stampa.

In stampa? Così all’imrpovviso che non abbiamo neanche tirato il sospiro di sollievo che non c’era tempo. E non c’era tempo neanche per i fuochi d’artificio, i mazzi di fiori e le cene e…

Domani esce il mio libro in libreria.

E non ci saranno fuochi d’artificio, mazzi di fiori, cene celebrative, né niente.

Aspettiamo le critiche, le vendite, il riscontro degli altri.

Ecco, la scrittura è un po’ così: un tempo infinito in uno spazio solitario.

Un assolo in sordina.

Un mondo sommerso.

E ci vuole una determinazione di ferro che non credevo di avere, un metodo che ancora non ho e l’aiuto concreto e materiale di chi ti sta intorno che ancora fatico ad accettare.

Però una cosa me l’ha regalata la scrittura: la capacità di dire grazie.

E domani spero arrivi a chi lo merita.

 

I tuoi commenti

14 Commenti fin'ora

  1. Mammola Blogspot ha detto:

    Che bellezza…non sai quanto ti invidio! Io ho cominciato a scrivere il “mio Libro” l’anno scorso, poi stop…mi sono fermata perchè in fondo non ho fiducia e mi dico “Ma chi vuoi che possa interessare una storia scritta da me???” e così è lì, chiuso ed incompleto nel mio cassetto che non ho neanche più il coraggio di aprire…brava, complimenti, congratulazioni e ti auguro che questo, il tuo libro, sia solo il primo di una lunga serie! Ti abbraccio

    • caia coconi ha detto:

      grazie!
      guarda, la capisco, la spinta a mollare costante. la capisco.
      io penso pero’ una cosa: se hai qualcosa da dire, tu dilla. rendila fruibile, poi magari non interessa niente a nessuno lo stesso, ma almeno hai fatto un vero esercizio di scrittura e qualcosa la imparerai di certo.
      io per esempio sto seguendo un esperimento molto interessante http://carriewriterwood.wordpress.com/
      ha avuto molto coraggio a fare questo passo, ma intanto lo fa, senza editori alle spalle, ne’ pubblico garantito, poi si vede!
      in bocca al lupo mammola!

  2. carpina ha detto:

    Io invece l’ho sempre saputo che sei una scrittrice, con l’immenso talento della parola mai banale, e sempre emozionale.

    Io vedrò di comprarla on line, la tua terza creatura, quella di carta 🙂

    • caia coconi ha detto:

      grazie carpina, grazie infinite!
      nonostante non sia un libro “narrativo” ci ho infilato qualche filastrocca e favola per bambini. spero che potrai leggerle ai tuo piccoli!
      :*

  3. mammachetesta ha detto:

    Posso a stento immaginare l’emozione.
    Brava! SEI BRAVA! E festeggia che per avere l’ansia c’è sempre tempo…♥♥♥

  4. Claudia ha detto:

    Vado subito a comprarloooooooooooooooo!!!!!
    Baci

  5. panagya ha detto:

    Quoto in toto Carpina! Anche io l’ho sempre saputo! Ed è vero che hai un “immenso talento della parola mai banale e sempre emozionale”… non come me che per esprimermi ho appena rubato le parole degli altri 😉 Ancora complimentissimi anche per la determinazione che nonsapevi di avere.

  6. silbietta ha detto:

    Che bello quello che dici.
    E quanto mi ci rivedo.
    Perchè hai ragione: la scrittura è un mondo a se…è un po’ come trovarsi su un filo, in equilibrio.
    Tu sai che magari quello che scrivi ti può far pendere da una parte oppure far cadere giù-
    E la cosa può essere terrificante o incredibilmente eccitante.
    Per anni ho iniziato un mare di cose e poi le ho fermate dopo pochi caratteri.
    Poi un giorno mi sono detta: va beh, ma ce l’avrò anch’io qualcosa da dire, magari stupida? e proviamoci!
    🙂

    P.s. Tu vuoi farmi arrossire, vero??

  7. Floriana ha detto:

    cara Claudia quando ci siamo incontrate domenica mattina non immaginavo che avessi pubblicato il libro…e pensare che io ero lì a lamentarmi per come arranco con due bambini piccoli e tu hai scritto un libro!!…sei un super-eroe o la donna bionica? domani corro in libreria a comprarlo!

    • caia coconi ha detto:

      ma no floriana che supereroe?
      semplicemente e’ stato come avere due gemelli invece che dado soltanto 😀
      dai, dai, che il peggio sta passando 😉
      ci vediamo lunedi?
      :*


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