lezioni di mammita'

PIZZA PARTY & DIFFERENZE CULTURALI

0 Commenti 12 Settembre 2008

alla scuola d’inglese c’è stato un pizza party per salutare l’estate e gli studenti che lasciano new york.
in realtà è stata una bieca trovata per accattivarsi la simpatia e quindi ottenere il prolungamento della permanenza di molti studenti che dopo la summer school da loro si trasferiscono in altre scuole, ma va bene lo stesso.
fatto sta che mi son ritrovata a fagocitare due slice di pizza (!?!?!) con le mie meravigliate colleghe coreane. in quel momento si è avvicinato un nuovo studente italiano.
gli ho chiesto (in inglese, of course): non prendi la pizza?
e lui, dopo una pausa sbigottita, ha negato con un inorridito cenno della testa.
 
mi sono improvvisamente resa conto che:
  1. era la prima pizza a ny dopo un mese e mezzo
  2. non potevo dire se quella pizza era buona. fino ad allora avevo solo masticato.
  3. ero l’unica ad avere due pezzi. gli altri solo uno, le mie amiche coreane uno, ma piccolo.
  4. allo scorso party avevo anch’io la faccia inorridita di mirko nel guardare questi triangoli gommosi spiaccicati su piatti di polistirolo.
a parte le considerazioni del caso circa la mia latente bulimia, è chiaro che la distanza e la mancanza ti rendono meno schizzinoso. e che, forse, distanza e mancanza ti portano ad accontentarti.
a questo punto potrei riflettere sull’accontentarsi.
l’accontentarsi dei rapporti senza spessore perchè con vocabolario scadente, per esempio.
e invece sai a cosa mi porta tutto questo teatrino?
a riflettere su come le mie amiche coreane – guarda caso – portano jeans skinny e short inguinali.
mi sto per caso accontentando di una 44 abbondante?
 

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