lezioni di mammita'

i cani e i lupi — Irène Némirovsky

0 Commenti 25 Settembre 2008

dal mio pozzo delle meraviglie estraggo questa perla e ve la regalo.
i libri, che per me rappresentano e hanno sempre rappresentato un pilastro fondamentale delle mie giornate svagate e delle mie impalcature mentali distratte, nonchè un’inesauribile linfa vitale, possiedono adesso un ulteriore valore, dato dalla mia situazione di straniera.
i libri che leggo in inglese sono ancora troppo nebulosi per chiamarli libri nel senso stretto e personale del termine. c’è poca dimestichezza, imprecisa comprensione e nullo abbandono.
i pochi che ho portato in italiano me li centellino, come acqua nel deserto, nella speranza che quando finiranno potranno essere sostituiti da quelli in inglese con identico appagamento.
(ho evitato accuratamente le librerie internazionali e la Rizzoli che sarà uno degli ultimi posti che visiterò in città prima di ripartire. così mi sto pian piano convincendo che qui non esiste la possibilità di leggere in italiano e per non sbarellare a un certo punto per scarsa ossigenazione, dovrò necessariamente imparare l’inglese quasi come una lingua madre). detto questo è chiaro come questo furtivo piacere mi conceda vibrazioni ancor più drammaticamente febbrili.
 
comunque questo libro è stato davvero una perla.
una di quelle storie che sanno di antico, perchè appartenenti alla memoria.
una storia d’amore iniziata durante l’infanzia. un’infatuazione che si gonfierà di fantasticherie, allucinazioni e verità profonde, quelle del sangue.
una storia di ebrei dipinti con spietata e bruciante vividezza, una storia di classi e baratri tra esse.
una storia di donne pavide e dure, nostalgiche e battagliere, angeliche e fragili. storia di una donna che non ha mai posseduto la felicità se non perdendola.
una storia di coraggio, quel coraggio di contare i propri doni ad uno ad uno come spiccioli e cotruirvi sopra, ancora, vita.
 

 
"Tu sei un’altra cosa. sono andata avanti per anni senza vederti, quasi senza conoscerti, e tu eri mio esattamente come adesso. Io che sono abituata ad aspettarmi il peggio, non ho paura di perderti. Puoi dimenticarmi, abbandonarmi, lasciarmi, sarai sempre mio e solo mio. Ti ho inventato io, amore mio. Sei molto più che il mio amante. Sei una mia creatura. E’ per questo che mi appartieni, quasi tuo malgrado".
 
 
 

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